Profili verticali dell'atmosfera dalle stazioni italiane, archivio IGRA2 (NOAA) dal 1941 a oggi: temperatura, punto di rugiada e vento in quota.
Cosa guardi: ogni profilo è un lancio di pallone sonda (di norma 00Z/12Z). La linea rossa è la temperatura, la verde il punto di rugiada: più sono vicine, più l'aria è umida/satura a quella quota. L'asse verticale è la pressione (hPa, scala logaritmica): in alto la quota maggiore. Gli indici in alto stimano l'instabilità. Il CAPE è l'energia che l'atmosfera mette a disposizione di una bolla d'aria che sale dal suolo: è il carburante dei temporali. La CIN è il tappo che la trattiene: se è forte, il temporale non parte anche con molto CAPE. Il Lifted Index dice quanto la bolla sarebbe più calda dell'aria attorno a circa 5,5 km: più è negativo, più l'aria è instabile. LCL, LFC ed EL sono le quote (in hPa) dove la bolla si satura, comincia a salire da sola e infine si ferma: la distanza fra LFC ed EL è, in pratica, l'altezza del temporale. Poi K-index e Total Totals (potenziale temporali), acqua precipitabile (umidità totale della colonna), zero termico (quota dell'isoterma 0 °C).
Il calcolo segue il sollevamento di una particella di superficie con correzione di temperatura virtuale. Quando il profilo presenta più strati instabili separati, oppure si interrompe prima che la bolla si fermi, il CAPE non è un numero univoco e preferiamo non mostrarlo. Fonte: IGRA2 — Integrated Global Radiosonde Archive (NOAA).